Il Canada risponde alle sfide economiche con l’arte. L’Art Toronto, la più grande fiera d’arte del paese, aperta fino al 1 novembre 2026 al Metro Toronto Convention Centre, si presenta quest’anno come un rifugio per la scena artistica nazionale, riportata da The Art Newspaper, in un contesto segnato da guerre commerciali, inflazione e costi energetici elevati.
Secondo la direttrice della fiera, Emily Jean Alexander, circa l’80% dei 105 espositori è canadese, un dato che sottolinea il tema principale dell’evento: la sostenibilità dell’ecosistema artistico locale. Nonostante le difficoltà, Alexander ha dichiarato che “quest’anno Art Toronto è ‘solo in calo di capacità del 5%’”, evidenziando una resistenza significativa del settore.
La fiera offre uno spazio per artisti e gallerie che affrontano difficoltà a causa di una guerra commerciale con gli Stati Uniti e di un’economia in rallentamento. L’installazione principale, Untitled (Watching) (1996) di Lynn Donoghue, segna la prima mostra pubblica della serie Caribou Tarp, un’opera che richiama il ritorno alle radici naturali. Accanto a questa, spiccano le installazioni di Rich Loen, Databells (2025), che collega campane a statistiche varie, e il tappeto monumentale Sinking in the West (2023) di Kathy Slade.
La presenza dello stand della McMichael Canadian Art Collection, museo di Kleinburg, Ontario, attualmente chiuso per espansione e ristrutturazione, rafforza l’impegno per un mercato dell’arte sostenibile in Canada. Nonostante le sfide economiche, come sottolineato da Alexander, “c'è un senso di solidarietà artistica a prescindere dai dazi”, evidenziando un forte spirito comunitario che guida l’evento.