È la fiera italiana più amata da collezionisti, curatori e professionisti del sistema dell’arte, e anche quest’anno ha confermato la sua centralità. Artissima ha aperto le porte con una preview che ha saputo coniugare ricerca, qualità e un clima generale di grande serenità, nonostante il mercato attraversi un momento non lineare e i giorni precedenti siano stati segnati da turbolenze a Parigi e da uno sciopero che ha interessato anche Torino proprio il giorno seguente all’inaugurazione.
«È stato un anno intenso di lavoro e la parola che per me rimane fondamentale è qualità», ha spiegato il curatore Luigi Fassi alla stampa internazionale. «Artissima è una fiera che vuole essere una fotografia attendibile del pubblico professionale e, allo stesso tempo, della qualità aggiornata delle produzioni artistiche contemporanee a livello globale».
La trentaquattresima edizione della fiera torinese, ospitata come da tradizione all’Oval, vede la partecipazione di 183 gallerie provenienti da 35 Paesi distribuiti su quattro continenti. L’offerta espositiva è articolata nelle sezioni Main Section, New Entries, Monologue/Dialogue e Art Editions, affiancate dalle sezioni curate Present Future, Back to the Future e Disegni. Complessivamente sono presenti 66 progetti monografici, un dato che testimonia la forte attenzione della manifestazione verso il lavoro degli artisti.
Il tema scelto per questa edizione è Fancy: A Flexible, Acrobatic Body, un titolo che richiama le capacità di adattamento, leggerezza e resilienza che il mondo dell’arte è chiamato a esercitare in un contesto globale sempre più complesso.
La preview si è svolta in un clima rilassato ma con una buona affluenza di pubblico. Collezionisti, curatori, giornalisti e operatori del settore hanno popolato i corridoi e i booth, con conversazioni che si sono protratte ben oltre l’orario consueto. Il mercato era presente: non si sono registrate grandi code, ma l’atmosfera era vivace e i progetti espositivi hanno suscitato interesse.
Dal punto di vista delle opere, si è notato un cambio di registro rispetto al recente passato. Dopo anni caratterizzati da una produzione artistica a tratti sovrabbondante e da una ricerca di immediatezza, Artissima 2026 presenta lavori più complessi e stratificati. Le opere richiedono più tempo di attenzione, raccontano storie articolate e offrono letture meno immediate. La pittura è presente ma non è più la protagonista assoluta, affiancata da scultura, installazioni, suono e video.
In sintesi, la fiera non appare monolitica, ma mostra un risveglio delle proposte artistiche e una rinnovata attenzione alla ricerca, confermando il ruolo di Artissima come osservatorio privilegiato sulle tendenze contemporanee.
Artissima 2026 prosegue fino a domenica 1 novembre all’Oval di Torino. La preview si è tenuta il 29 ottobre, mentre la fiera è aperta al pubblico dal 30 ottobre al 1 novembre.