Copiare per scoprire, per imparare, per rileggere il passato e per costruire il futuro. È questo il filo rosso che attraversa la mostra “Di quadro in quadro. L’arte della citazione” al Mart di Rovereto, curata da Daniela Ferrari, che porta il visitatore in un viaggio attraverso 150 opere dal Novecento a oggi, interrogando il ruolo della citazione nell’arte contemporanea.
La mostra parte dal presupposto che la copia non è mai stata una semplice replica, ma un mezzo per interpretare e dialogare con la storia dell’arte. Un esempio emblematico è il riferimento a Lorenzo Lotto, che ha saputo creare un colloquio ideale con i soggetti effigiati abbandonando l’usuale austerità del ritratto cinquecentesco e rivelando i moti dell’anima, come nel caso del Ritratto di giovane conservato agli Uffizi, utilizzato da Giulio Paolini per la sua opera Controfigura (critica del punto di vista) del 1981, in cui l’immagine originale viene rielaborata, innescando così una riflessione sullo sguardo, la percezione e l’immedesimazione in un gioco di tempi dissonanti che dialogano.
La mostra ripercorre le diverse funzioni della copia nella storia dell’arte: da quella formativa nelle botteghe rinascimentali, alla messa in crisi da parte delle avanguardie storiche, fino al suo ritorno a valore culturale tra le due guerre mondiali. In questo contesto, opere come quelle di Giorgio de Chirico, che rielaborano lavori di Raffaello e Watteau, mostrano come la citazione possa diventare un terreno fertile per la reinterpretazione creativa.
Di particolare interesse è la sezione dedicata alla circolazione delle idee dei maestri attraverso la grafica. Qui si incontrano figure come Marcantonio Raimondi, che collaborò con Raffaello, e Agostino Carracci, che riprodusse la Crocifissione di Jacopo Tintoretto, dimostrando come la riproduzione fosse un importante veicolo di diffusione e reinterpretazione delle opere.