Matera, Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, ospita dal 2 novembre una mostra diffusa di arte digitale che esplora l’incontro tra il Mediterraneo e l’arte digitale. L’iniziativa è promossa dall’Unione per il Mediterraneo (UpM), dalla Fondazione Anna Lindh e dalla Fondazione Matera Basilicata 2019, in collaborazione con il Comune di Matera, la Regione Basilicata e il Ministero del Turismo.

Il progetto, dal titolo Terre Immerse – Comunità Creative Euromediterranee, è curato da Chiara Canali e Simona Spinella, due figure di riferimento nel panorama dell’arte digitale. Canali, in particolare, è specializzata in pratiche curatoriali legate ai New Media, all’intelligenza artificiale e all’impatto delle reti sulla cultura e sul comportamento umano.

La mostra The Sea Is Closer Than You See, visitabile fino all’8 dicembre, affronta il paradosso geografico-culturale di Matera, città profondamente legata al Mediterraneo pur essendo priva di uno sbocco diretto sul mare. Dieci artisti internazionali sono stati invitati a dialogare con l’identità, la memoria e il paesaggio della città, offrendo una rilettura contemporanea della sua storia millenaria.

Il progetto si inserisce nella più ampia cornice di Matera 2026, che segna un ulteriore passo nel percorso di rigenerazione culturale della città dopo il titolo di Capitale Europea della Cultura nel 2019. L’obiettivo è esplorare le intersezioni tra la radice mediterranea di Matera e la creatività artistica nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale.

Il titolo della mostra, The Sea Is Closer Than You See, si basa su un’osservazione apparentemente paradossale: Matera è una città senza sbocco sul mare, ma il Mediterraneo è profondamente inscritta nella sua conformazione geologica, nella sua memoria storica e nella sua identità culturale. I Sassi di Matera, con il loro paesaggio di pietra calcarea, richiamano un paesaggio di antiche sedimentazioni marine, mentre il Mediterraneo si manifesta come una presenza invisibile, ma costante, nella vita quotidiana della città.

In questo contesto, gli artisti partecipanti sono stati invitati a confrontarsi con la città attraverso l’uso di tecnologie e pratiche artistiche contemporanee, tra cui proiezioni audiovisive, installazioni di arte generativa, opere immersive e arte pubblica. Il risultato è un dialogo tra la memoria antica del Mediterraneo e le nuove forme di espressione artistica nate nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale.

Tra gli artisti in mostra figurano Giuseppe La Spada, con WATER: Always different, always the same, 2026, videoinstallazione, computer vision e Baris Gencel, con The Forgotten Sea & Memory of Stone, 2025–2026, installazione digitale, intelligenza artificiale. Le opere esplorano il tema del Mediterraneo come spazio di identità condivisa, memoria culturale e creatività contemporanea, proponendo una riflessione sulle nuove geografie culturali del XXI secolo.

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