L’artista berlinese Simon Denny ha recentemente realizzato una serie di ritratti su commissione per il New York Magazine, raffiguranti figure chiave nel campo dell’intelligenza artificiale. Il progetto si inserisce in un articolo intitolato “So Few People, So Much Influence”, che esplora l’influenza di individui i cui nomi sono meno noti al grande pubblico, ma le cui decisioni e sviluppi tecnologici stanno plasmando il futuro dell’AI.
La serie si concentra su ventisei ingegneri, fondatori e pensatori, la cui influenza supera di gran lunga la loro fama, almeno per ora. Tra questi, Logan Graham di Anthropic, che lavora su modelli AI per scenari estremi come bioweapon e cyberattacchi, Beth Barnes, fondatrice di METR, un nonprofit che testa modelli AI prima del loro rilascio, e Brandan Foddy di Mercor, che addestra modelli AI per sostituire lavori e industrie.
Il progetto è una collaborazione con Transformer, una newsletter che copre il potere e la politica dell'AI. I ritratti di Denny, chiamati “Technologists Portraits”, si presentano con un aspetto simile a nastri VHS, con palette oversaturate e distorte, conferendo un’estetica che richiama l’era analogica pur trattando temi estremamente contemporanei.
Secondo quanto riportato da Artforum, Simon Denny ha dichiarato: “Con ogni grande cambiamento di paradigma negli ultimi 20 anni, ho cercato di mappare e svelare alcune delle storie di questa comunità mentre narrano la nostra esperienza di un mondo tecnologico in cambiamento.” Ha aggiunto che l’ambiguità tra mitologia e verità nell’apprendimento automatico rende la creazione di miti particolarmente rilevante nello spazio tecnologico.
Denny è noto per il suo lavoro che indaga l’intersezione tra arte e tecnologia, avendo scritto su estetiche della tecnologia di difesa e Polymarket per Artforum. Ha rappresentato la Nuova Zelanda alla 56ª Biennale di Venezia nel 2015 con la mostra “Secret Power”. Recentemente, il suo pezzo Output 0971 (2025) è stato incluso nell'esposizione “Sentient Earth” presso Amant.